BACCO TRA LE NOTE di ALBERTO ANGELINO 4/2025 Nei banchetti rinascimentali il vino non solo consumato, ma si prende il palcoscenico nella musica e nel canto Dame e Messer c hanno in vigna gran diletto/ di una lacuna grave assai mi pento/di Bacco e note da due anni gi v ho detto/ ma dimenticai il Rinascimento. Perdonate la rima traballante, era per farvi entrare nello spirito del viaggio che faremo in questo numero. Perch , in effetti, siamo andati su e gi nella storia della musica, dai monaci dell anno Mille al rock, dalle peggiori osterie tedesche ai palchi della Scala e abbiamo saltato proprio il secolo e i luoghi dove pi si tracannava: le corti del Cinquecento italiano. Immaginatevi dei ricconi, pi o meno nobili, che davano feste al cui confronto il matrimonio di Jeff Bezos sembra la Sagra del Peperone; un mondo dove sei considerato al top solo se assumi Leonardo Da Vinci per allestire la location. Figuratevi se in questo tripudio di fiorini accumulati da gente che si inventa di discendere dagli eroi dell Iliade (un po come oggi i bauscia millantano di aver conosciuto Giorgio Armani), potevano mancare gli inni a Bacco e alla gioia del vino. Perch lo stesso banchetto rinascimentale una grande macchina teatrale che vuole rappresentare il buon vivere, dove ogni piacere dialoga con l altro, tra trionfi di cibo, balli e musica. Non per niente da questo pentolone estetico che nascer il melodramma: Euridice di Peri e Rinucci, rappresentato a Firenze nel 1600 per la festa di matrimonio tra Caterina de Medici ed Enrico IV. Altro che Chiamo mio cugino a fare il DJ. Ma prima diamo a Dionisio quel che di Dionisio: molto di quello che troverete in questo articolo frutto di una pregevole edizione musicale della Tactus: Il vino in musica tra il XV e il XVI secolo con l ensemble La Rossignol. grazie a questo CD, ad esempio, che potrete scoprire Bacco Bacco di Mattio Rampollini: una com- posizione che ci porta proprio alla corte dei Medici che tra traversie varie alla fine del Cinquecento, non solo governano Firenze, ma sono divenuti granduchi di Toscana con Cosimo I. La corte comincia a esercitare sui madrigalisti lo stesso richiamo del Festival di Sanremo. Passa di l il famoso Luca Marenzio, ci lavora Francesco Corteccia e lo stesso Rampollini. Considerate che il Madrigale stato in Italia, dal XV al XVII secolo, una forma d arte che per diffusione e Orlando di Lasso mercato paragonabile alla canzone pop contemporanea. Tutti cantano, compongono e si scambiano madrigali: nobili, letterati, ecclesiastici. Sono brani musicali di pochi minuti, struttura semplice, testi in volgare, organico per pi voci che si intersecano su un accompagnamento. Gli argomenti vanno dai versi dei grandi poeti alla canzone amorosa, fino alla parodia pi o meno licenziosa (se in un madrigale trovate versi come mille volte vorrei morir tra le tue braccia sap- CULTURA E SOCIETÀ Vino a corte 59