LA PRESSIONE SOCIALE QUANTO CONTA IL SUPPORTO DEGLI ALTRI? A tutti piacciono i ribelli, ma per avere successo occorre davvero essere uno scontroso egoista? In realtà, se usata bene, l’influenza sociale può tornarti utile. Le tue probabilità di successo sono superiori se ti circondi di persone positive. Sentir parlare di “pressione sociale” ci fa tornare subito in mente la scuola e magari quella volta in cui siamo stati spinti a fare una cosa che non volevamo o che sapevamo sbagliata. Di quella sensazione non ci libereremo mai: le persone sono fatte per stare in gruppo e il desiderio di compiacere gli altri è naturale. Influenze negative Capita che la pressione sociale ci spinga ad agire contro i nostri interessi. Cosa fare in questi casi? A volte dobbiamo opporci esplicitamente, altre possiamo farlo con più delicatezza ispirando gli altri. Puoi usare la tendenza al conformismo delle persone a tuo vantaggio: se ti dimostri tollerante e non giudicante, creerai un ambiente in cui è normale accettare le differenze. Dare l’esempio non solo porta meno conflitti di una discussione, ma è più efficace. Pressione positiva Ma la pressione sociale è sempre negativa? No, possiamo anzi usarla a nostro favore. Per esempio, a partire dal desiderio di dar vita a un ambiente più armonioso si può creare un gruppo di supporto aperto a tutti. Non c’è fattore motivazionale più potente che assumersi pubblicamente un impegno, per quanto piccolo. Uno studio americano del 2013 ha dimostrato che sono state convinte più persone a aderire a una campagna di risparmio energetico da una petizione pubblica (dal 3 al 9 per cento) che da un premio di 25$ (dal 3 al 4 per cento). Sapere che tirarsi indietro poteva ledere alla propria reputazione è stato un incentivo migliore del denaro. Questo è solo un esempio, ma ce ne sono altri. Nel 2011 il ha intervistato Gail Taylor, Zundra Bryant e Sarajeni Hammond per aver preso parte al corso della consulente Jan Torrisi-Mokwa con risultati sorprendenti. Le tre donne hanno infatti formato un gruppo per condividere i propri obiettivi personali, fissando un limite di tempo e dandosi supporto reciproco. Sono così riuscite a raggiungere traguardi impensabili. Con un incontro motivazionale al mese, sono state in grado di darsi il sostegno reciproco e la pressione positiva di cui avevano bisogno. St. Louis Business Journal Tutti quanti vogliamo essere orgogliosi di noi stessi, ma non temere di avvalerti del feedback e del supporto di amici o compagni. Il successo a volte è merito di un lavoro di squadra. MANCARE IL BERSAGLIO ha verificato che mettere pressione può essere controproducente. Nel tentativo di far aderire i propri dipendenti a un piano pensionistico, un’azienda ha detto loro che il 75 per cento dei colleghi lo aveva già fatto, con il risultato che le iscrizioni sono scese dal 10 al 6,3 per cento. I ricercatori hanno dedotto che gli impiegati, sentendosi troppo indietro rispetto agli altri, hanno pensato che non avesse senso competere. Cosa ci insegna questo? Meglio misurarci con persone alla nostra portata. Uno studio americano del 2015 TRE TIPI DI PRESSIONE Secondo l’imprenditore Sriram Bharatam esistono tre tipi di pressione:: È quella più facile da identificare: un amico o un collega cerca di influenzarti per cambiare opinione. Diretta La subiamo senza neanche rendercene conto. Siamo animali sociali e quando ci distinguiamo dal gruppo ci sentiamo fuori luogo. Quindi se tutti fanno qualcosa in un certo modo, siamo indotti a fare altrettanto. Indiretta Talvolta ci mettiamo pressione da soli perfino in un contesto amichevole. Nessuno vuole sentirsi escluso, ecco perché spesso prendiamo una decisione sulla base di ciò che crediamo pensino gli altri. Individuale TUTTO CHIARO? Secondo l’esperta in strategie per l’organizzazione Jan Torrisi-Mokwa meno del delle persone dice di avere degli . 16% obiettivi Meno del 4% . decide di metterli per iscritto E meno dell’ ne fa un con regolarità. 1% bilancio