IL VERO TE STESSO L’IMPORTANZA DI GUARDARSI DENTRO L’immagine che abbiamo di noi ci rimanda al centro del nostro essere. Il cammino verso il successo richiede una riflessione su come ci vediamo. Come alimentare quindi una percezione di noi stessi utile e precisa? L’idea che abbiamo di noi può aiutarci o affossarci, giacché è da questa che dipende il giudizio delle nostre opzioni. Una buona consapevolezza di sé si sviluppa e si affina solo con l’esercizio, il tempo e la riflessione. Sentirsi bene Essere sicuri di sé, dei propri pregi e talenti, ha i suoi vantaggi. Uno studio americano del 2010 ha rilevato che gli studenti più abili a riconoscere i propri punti di forza erano anche più capaci di imparare dai traguardi raggiunti in passato e di gestire la loro rete di supporto, oltre a godere di maggiore benessere e autostima. Conoscere le proprie qualità è un ottimo punto di partenza: vuol dire sapere su quali strumenti poter fare affidamento in caso di necessità. Capita però di non riuscire a riconoscerli. Se per esempio secondo te l’unica cosa giusta da fare in una situazione critica è sfoderare il coraggio, qualora il momento lo richiedesse, potresti essere indotto a credere di non aver fatto niente di speciale. Ciò che ti sembra del tutto normale potrebbe essere invece uno dei tuoi punti di forza. SUL POSTO DI LAVORO C’è una persona di cui ti fidi al lavoro? Prova a fargli le seguenti domande e a capire in cosa puoi migliorare: “Cosa dovrei smettere di fare?” “Cosa dovrei iniziare a fare?” “Cosa dovrei continuare a fare?” “Ci sono contesti in cui ti sembra che esageri, in un verso o nell’altro?” (Ad esempio, sei troppo assertivo o cooperativo, troppo onesto o diplomatico?) FAI IL PUNTO Guarda le domande qui sotto. Le risposte potrebbero aiutarti a capire dove si annidano le tue qualità: ■ fai finta di niente o cerchi di imparare da loro? Quali punti di forza ammiri di più? Ci sono delle qualità che non possiedi, ma che apprezzi negli altri? Davanti ai pregi di qualcuno ■ che ti infondono energia e quali quelle che te la sottraggono? Quali sono le cose ■ che ti incoraggiano a sfruttare i tuoi punti di forza? Ci sono persone nella tua vita GIOCATELA BENE Avere delle qualità è fantastico, ma non occorre usarle sempre al massimo del loro potenziale. Il suggerisce che è molto meglio capire il contesto in cui ci troviamo e adattarci di conseguenza: essere al cento per cento non sempre paga. Journal of Positive Psychology Quando vuoi sfruttare uno dei tuoi punti di forza, domandati prima se ti convenga fare di più o di meno a seconda di cosa è vantaggioso per te. Che cos’è un “punto di forza”? La Psicologia positiva definisce punto di forza la combinazione tra inclinazione naturale, conoscenza e abilità: se sfruttato come si deve getta le basi per arrivare all’eccellenza. Occorre pertanto riconoscere i propri talenti, farli confluire nell’immagine che abbiamo di noi e modificare il nostro comportamento. Il cambiamento consiste, in buona parte, nel limitare la negatività e le cose che non ci piacciono della nostra vita. Gli studi suggeriscono che è più fruttuoso apprezzare e dedicarsi a ciò che sappiamo fare con costanza. Ci sentiremo più coinvolti e motivati. Amici e parenti possono darci un’opinione sincera sia da un punto di vista interno che esterno rispetto ai nostri interessi. Se da una parte gli amici, con cui di solito condividiamo le passioni, ci aiutano a sfruttare meglio i nostri punti di forza, i parenti, che invece spesso non si intendono del settore di cui ci occupiamo, ci danno un parere oggettivo e premuroso. Sentirsi bene con se stessi è la nostra più grande fonte di motivazione. Le persone motivate non solo portano a termine le cose, ma tengono meglio il ritmo rispetto a quelle infelici. Se apprezzerai il buono in te e negli altri, il cammino verso il successo sarà molto più agevole. Un uomo non può essere senza la propria . a suo agio approvazione Mark Twain COS’È LA MEDITAZIONE? La meditazione è una pratica dinamica e uno strumento molto potente, come dimostrato da queste due parole a essa associate: ■ in sanscrito significa “coltivare” o “benevolenza”. bhavana ■ in tibetano significa “prendere familiarità” (autocoscienza e insight). sgoms Attraverso la meditazione alleni la mente e ti abitui a entrare in stati mentali che ti possono risultare utili. Sii consapevole Se la religione buddista ritiene limitante avere una visione statica di se stessi, la ricerca scientifica avalla l’idea dell’esistenza di molteplici sé che emergono a seconda dei contesti. In tal senso, sono state condotte numerose ricerche sull’efficacia della mindfulness, lo stato di consapevolezza che deriva dalla meditazione, basato sul momento presente, sull’assenza di giudizio e sul lasciar scorrere pensieri ed esperienze vissute che si affastellano dentro di noi. Gli psicologi si riferiscono ad autocoscienza, autoregolazione e autotrascendenza (dimensioni note in inglese con l’acronimo “S-ART”) per spiegare come tale pratica sia in grado di sviluppare uno stato di consapevolezza utile a gestire meglio le emozioni e a elevarci al di sopra dei nostri bisogni, per vedere la situazione nel suo complesso e interagire meglio con gli altri. Gli aspetti chiave della mindfulness sono quattro: ■ Sforzo equilibrato e mirato. ■ Chiarezza. ■ Consapevolezza mentale. ■ Equanimità: osservare le cose con imparzialità senza essere dominati dai propri desideri. In altre parole, per essere consapevoli dobbiamo concentrarci sul presente, vederlo per quello che è, riconoscere ciò che sentiamo, accettare e rimanere nel momento, evitando di farci assalire dai ricordi o dai pensieri delle cose da fare. Emozioni scomode In che modo ci danneggiano? L’immagine che abbiamo di noi stessi può limitare la nostra capacità di azione: più etichette diamo agli eventi, alle interazioni e ai risultati, più siamo soggetti a sviluppare bias cognitivi. I ricordi di come eravamo in passato interferiscono con ciò che ci sentiamo in grado di fare ora: generalizzare sulle nostre esperienze condiziona l’idea di quello che siamo capaci di fare. A tutti quanti è capitato di vivere un evento spiacevole che ha riportato a galla associazioni mentali scomode. Ciò che ci viene spontaneo è reprimere quei sentimenti, ma non sempre aiuta: meno consapevolezza abbiamo, più facile sarà soccombere a credenze sbagliate. La memoria funziona per associazioni, per cui se proviamo un’emozione negativa, ci torneranno in mente una serie di altre esperienze simili, in un cortocircuito. In questi casi, è meglio isolare e vivere il momento di disagio per quello che è, senza dargli altri significati: con il tempo passerà. Il principio di coerenza Abbiamo un grande bisogno di crederci persone stabili e razionali. Ma appena facciamo o diciamo qualcosa che non corrisponde all’immagine che abbiamo di noi stessi sorgono i problemi. Di primo acchito tutti tendiamo a razionalizzare per aderire alle convinzioni e azioni del passato, mentre la cosa migliore è accettare che l’incoerenza sia insita in noi e ammettere lo “scivolone” fatto, al posto di negarlo. Meglio conosci i tuoi punti di forza, più sarai gentile e paziente con i tuoi errori e ti sentirai a tuo agio a ogni nuovo passo verso le mete che vuoi raggiungere. UN APPROCCIO CONSAPEVOLE Se hai un’idea di te troppo rigida, a volte questo potrebbe dissuaderti dall’allargare i tuoi orizzonti. Rimanere nel momento presente e ammettere come ti senti, ti permette di restare “sul pezzo” in maniera costruttiva..