Dunque, occorre sfatare il mito che si possa scrivere un capolavoro lavorando di getto. Di solito si ottiene una pagina piena di frasi superficiali, concetti bislacchi, ripetizioni, avverbi e aggettivi inutili come i possessivi… un caos disastroso. Scrivere di getto ciò che viene in mente può essere utile per appuntare le idee, ma il primo compito di un narratore è quello di ripulire il testo. Bando alle parole ripetute! Per esempio, se scrivo: Emma aprì la porta, non posso lasciare: Marco aprì la porta nello stesso paragrafo. Dovrò per forza correggere con: Marco entrò in cucina, eliminando il termine porta per evitare la ripetizione. Sono dettagli minimi che, però, risultano indispensabili se si vuole rendere una pagina armonica, leggera, fluida. Quando leggiamo un brano ben scritto, è come se le parole respirassero con noi e il cuore battesse all'unisono con il ritmo delle frasi. Sì, c'è un respiro nascosto, un legame profondo fra noi e lo scrittore. La gioia della condivisione illumina la mente.

2.4 La punteggiatura

2.4.1 La virgola