1.4 Scrivere per non dimenticare Incontrando una persona anziana, spesso ci ritroviamo a riflettere sulla brevità della vita. Pensiamo che appena ieri camminavamo mano nella mano con i genitori e oggi è il bastone a sostenerci. Scrivere, allora, è anche un tentativo per fermare il tempo. Forse, più di altri, lo scrittore è consapevole dell'inconsistenza della vita: lancia una sfida contro il tempo. Nelle storie si raggrumano attimi che, se non fossero fermati con il ricordo, andrebbero persi. Le storie, dunque, non vengono suggerite solo dalla fantasia dei romanzieri, ma dalla stessa realtà. «Gli scrittori parlano della condizione umana, ne parlano in continuazione» osserva Doris Lessing (1919–2013) nel saggio , nel quale rievoca la sua infanzia riflettendo sul tema della libertà e sui rapporti sociali nell'era della comunicazione di massa. Le prigioni che abbiamo dentro In sintesi, si scrive per passione, perché la creatività ci fa sentire vivi, per regalare agli attimi fuggenti un significato e anche per impegno civile. Scrive Alessandro Baricco che si sente come l'aborigeno che racconta un pezzo di terra per non farlo scomparire, e che scrivere libri significa scegliere tra quanto di più raro c'è nell'universo e di più caro c'è nel nostro animo.