4.2 Il punto di vista multiplo Talvolta succede che lo scrittore decida di usare più voci, impiegando narratori diversi per raccontare la stessa storia. Nel romanzo la narrazione viene affidata a sezioni o capitoli distinti dove i personaggi ribadiscono la propria versione degli eventi. In Isabella Bossi Fedrigotti (1948) si serve con grande maestria di questa tecnica. Cari saluti Un uomo è scomparso all'improvviso. La fidanzata attuale e la ex non si danno pace. Altrettanto fanno le persone a lui più vicine: la madre, il fratello, la sorella, il migliore amico. Ognuno delineerà un ritratto diverso di colui che è sparito. E ognuno, da protagonista, elaborerà la sua versione dei fatti. Ecco come reagisce la madre. «Sono tranquilla. Non mi tradirà. Non lo ha mai fatto in trentacinque anni e non lo farà nemmeno ora. Sono tutti nella massima agitazione, e vedendomi così tranquilla, fiduciosa, pensano che abbia sue notizie». 3 A questa voce si contrappone quella della sorella Annamaria. «Ho paura, ma non posso parlare. A me stessa non vorrei dire le parole che mi risuonano dentro. "Paolo è morto", "Paolo si è ucciso". E sto nel terrore che da un momento all'altro chiamino per informarci che l'hanno trovato, il suo corpo». Il fratello Fabrizio mette in luce altri aspetti. «Penso a Paolo del quale continuiamo a non sapere niente. E sebbene ci stia procurando a tutti soltanto preoccupazione e angosce è ormai diventato una figura mitica, irraggiungibile nella sua perfezione di grande assente. Mentre io continuo a essere il fratello noioso, non troppo intelligente e, forse, anche invidioso». : Isabella Bossi Fedrigotti, , Rizzoli, 2003. 3 Cari saluti