Ecco i consigli al riguardo che Anton Čechov fornisce nelle sue lettere agli scrittori esordienti. «Rispetta te stesso, in nome di Cristo, non lasciar correre la penna quando il cervello è pigro! […] Non inventare sofferenze che non hai provato, non descrivere paesaggi che non hai veduto, giacché in un racconto la menzogna infastidisce assai più che in una conversazione». 2 Čechov spiega nel dettaglio cosa non bisogna assolutamente fare. «Metodi routiniers nelle descrizioni in genere: "La mensoletta alla parete faceva macchia con i suoi libri". Nel vostro lavoro i volumi di Puškin "sono scompagnati", l'edizione della Biblioteca Economica è "pigiata". A che pro? Voi trattenete e stancate l'attenzione del lettore, costringendolo a soffermarsi a immaginare la variopinta mensoletta o il pigiato – questo in primo luogo: in secondo luogo tutto ciò non è semplice, è manierato e, come metodo, antiquato. Oggi, soltanto le signore scrivono "il manifesto suonava", il viso incorniciato dai capelli». Amleto 3 In altri termini, occorre non solo evitare una descrizione eccessiva e limitarsi ai dati funzionali alla storia, ma anche respingere modi di dire artificiosi e in disuso. Quindi dettagli precisi, vividi e non troppi. : Anton Čechov, , Minimum Fax, 2015. 2 Né per fama né per denaro. Consigli di scrittura e di vita : Anton Čechov, op. cit. 3