6.3 Un racconto senza trama Finora abbiamo parlato di storie, con un inizio, uno svolgimento e un epilogo. Ma un racconto può nascere anche da una semplice situazione osservata dall'autore in un banale contesto quotidiano. Tra i libri che ho letto uno mi ha divertito molto: di Raymond Queneau (1903–1976). Lo scrittore francese, da grande affabulatore, inventa 99 modi per delineare una situazione. Fissa un primo ambiente, un autobus, dei personaggi, un secondo luogo, una stazione ferroviaria, dei gesti, un dialogo, un inizio, una parte centrale, uno sviluppo e una fine. Esercizi di stile La cosa straordinaria è che ogni racconto brevissimo è conforme a uno stile preciso, a una strategia letteraria con risultati assai divertenti. Di questa esilarante opera di Queneau Umberto Eco scrive: «Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese) giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sintassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente». Notazioni «Sulla S, in un'ora di traffico, un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché». 2 : Raymond Queneau, , Einaudi, 2001. 2 Esercizi di stile