1.6 Dove scrivere Ma qual è la situazione ideale per mettersi a scrivere? Sembra un aspetto secondario, eppure sono diversi gli scrittori che hanno trattato il problema, sulla base della loro esperienza, dichiarando che è indispensabile mettersi al lavoro in un posto che permetta la giusta concentrazione. In un celebre saggio Virginia Woolf motiva la scarsa produzione letteraria delle donne con la mancanza di due fattori: un buon livello economico e la disponibilità di un luogo proprio. «Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé, se vuole scrivere romanzi». 6 Raymond Carver (1939–1988) ricorda: «Per tanti anni ho lavorato sul tavolo di cucina o su un carrello di biblioteca, o addirittura in macchina. Questa stanza tutta per me rappresenta ora un lusso e una necessità». 7 Non tutti gli scrittori famosi, tuttavia, hanno sentito l'esigenza di rinchiudersi fra le mura domestiche. Gabriel García Márquez (1927–2014), per esempio, descrive in maniera divertente il suo lavoro di scrittore all'interno del nucleo familiare: lui li osserva da un rifugio nel giardino della casa a Città del Messico, così preso dalle pagine che crea da dissociarsi e considerarli come degli estranei. Invece, Hemingway, Sartre, Tomasi di Lampedusa e molti altri amavano lavorare seduti al tavolino di un caffè. L'osservazione dei clienti che entravano nel locale e l'ascolto delle loro conversazioni era motivo di ispirazione e occasione di nuovi stimoli creativi. : Virginia Woolf, , Newton Compton, 1993. 6 Una stanza tutta per sé : Mona Simpson e Lewis Buzbee, , Minimum Fax, 1996. 7 Intervista con Raymond Carver