Capitolo 7 - Strategie narrative 7.1 La visualizzazione Italo Calvino era solito dire che i suoi racconti nascevano sempre da un'immagine che si depositava nella sua mente, e dalla quale a un certo punto cominciava a dipanarsi una storia. L'autore lo spiega nel brano seguente. «Dunque, nell'ideazione di un racconto la prima cosa che mi viene alla mente è un'immagine che per qualche ragione mi si presenta come carica di significato, anche se non saprei formulare questo significato in termini discorsivi o concettuali. Appena l'immagine è diventata abbastanza netta nella mia mente, mi metto a svilupparla in una storia, o meglio sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé. Attorno a ogni immagine ne nascono delle altre, si forma un campo di analogie, di simmetrie, di composizioni. Nell'organizzazione di questo materiale che non è più solo visivo ma anche concettuale, interviene a questo punto anche una mia intenzione nell'ordinare e dare un senso allo sviluppo della storia – o piuttosto quello che io faccio è cercare di stabilire quali significati possono essere compatibili e quali no, col disegno generale che vorrei dare alla storia, sempre lasciando un certo margine di alternative possibili. Nello stesso tempo, la scrittura, la resa verbale, assume sempre più importanza, direi che dal momento in cui comincio a mettere nero su bianco è la pagina scritta che conta: prima come ricerca d'un equivalente dell'immagine visiva, poi come sviluppo coerente dell'impressione stilistica iniziale, e a poco a poco resta padrona del campo. Sarà la scrittura a guidare il racconto nella direzione in cui l'espressione verbale scorre più felicemente, e all'immagine visuale non resta che tenerle dietro». 1 : Italo Calvino, , Mondadori, 2009. 1 Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio