«Vittoria lo vede e ha un vistoso gesto di noia, come a dire: "Ci risiamo, non è possibile!"
Attilio è in piedi davanti a lei con un sorriso intimidito.
VITTORIA (dura): Vorrei prendere un tè da sola!
Attilio allora le si siede accanto, sempre con lo stesso sorriso stampato sul volto.
ATTILIO: Anch'io volevo prendere un tè da solo, guarda la combinazione, quindi lo possiamo prendere insieme!
Vittoria si rassegna con un sospiro. E per far capire subito le sue intenzioni, sfoglia e legge in silenzio il libro di Fuad che ha estratto dalla borsa.
ATTILIO: Non volevo disturbarti, per carità… lungi da me! Siccome abbiamo poche occasioni di vederci, volevo dirti una cosa importante, due secondi! Mi stai ascoltando?
VITTORIA (con un soffio): Ti ascolto.
E lo guarda.
Attilio è paralizzato dall'emozione, ma prende il tono più disinvolto possibile.
ATTILIO: Io penso che… quando… se noi… vedi? Quando anche fra qualche giorno; se tu anche ieri…»2
2: Roberto Benigni – Vincenzo Cerami, La tigre e la neve, Einaudi, 2006.