9.3 I dialoghi Un ottimo modo per creare dei personaggi è sottolinearne i gesti e farli parlare. Sono le parole che pronunciamo a renderci vivi sul palcoscenico del mondo. Dalle nostre frasi è possibile ricavare le emozioni che ci agitano: ira, odio, cattiveria, egoismo, arroganza, narcisismo… Possiamo anche cogliere qualità positive: gentilezza, bontà, generosità, empatia… Riporto un esempio da . Vermentino: un calice di nostalgia 3 «[…] Poco dopo torna il cameriere. «Tutto bene?» «Mi ero distratto, chiedo scusa». «Niente. Com'era il vino?» «Molto buono». «Peccato non berlo in compagnia» replicò il cameriere. «Ha l'aria di sapere il fatto suo». «Già, la compagnia». «Il vino, le storie…» «Le storie, per forza». Il cameriere mi saluta e se ne va. Io sorrido tra me e me, penso a mio nonno, al vino, mi guardo intorno con una strana soddisfazione: di colpo mi sembra di capire. Come quando si guarda per la prima volta un panorama troppo familiare: "Per la bellezza bisogna saper aspettare"». In questo brano la voce narrante è affidata a un ragazzo che, davanti a un calice di Vermentino, ricorda i giorni trascorsi con il nonno. Profonda è la nostalgia per le vendemmie passate come profondo è il dolore per la perdita di una figura importante. : Liceo "A. Gramsci", Olbia (SS) Classe IIIP. Dirigente scolastico: Salvatrice Enrica Scuderi. Docente referente: Antonella Piredda. Studenti/scrittori: Wajih Ben Ismail, Paola Corda, Christian Dettori, Alessia Di Ciaccio, Alessandra Liggeri, Daniele Piccinnu, Chiara Porcu, Angelica Santoni, Silvia Soro, Silvia Lucrezia Tauro, Giorgia Vadilonga, Maddalena Varrucciu, Samuele Vitiello. 3