È stato il nonno a insegnargli i trucchi per curare la vite, vendemmiare e imbottigliare il vino. «Per la bellezza bisogna saper aspettare» suggeriva l'anziano vignaiolo riferendosi alla fatica, all'impegno, alla passione necessari per ottenere quel nettare portentoso: un insegnamento che il ragazzo serberà nel cuore.

Il dialogo con il cameriere, che può sembrare superficiale, è ricco di sottintesi. La sofferenza del protagonista non viene descritta in modo diretto, ma adombrata fino al punto culminante che segna una svolta nell'animo del personaggio. Il racconto termina con l'accettazione del dolore e la riconciliazione con la vita da parte del giovane, grazie ai ricordi e al magico Vermentino.

9.4 La trama