12. Il conflitto con l’ : la pedagogia istituzionale Institut Parisien de l’École Moderne La società francese cambiò molto nel secondo dopoguerra: sviluppo dell’industrializzazione e della società dei consumi, crescita esponenziale delle grandi città (Parigi, in particolare), aumento della natalità. Un numero sempre maggiore di militanti del movimento promosso da Freinet proveniva dai grandi agglomerati urbani, luoghi con seri problemi sociali che andavano ben oltre le responsabilità della scuola. Se i Freinet avevano fatto l’esperienza dell’impossibilità di cambiare la scuola pubblica dall’interno, la maggior parte dei militanti parigini negli anni Sessanta si devono confrontare con la situazione preoccupante dell’insegnamento speciale (Riondet, 2019b, p. 409). Alcuni militanti più giovani si sentivano lontani dai punti di riferimento che avevano segnato la storia di Freinet. Non è dunque un caso che sia nata una nuova esperienza proprio in Ile de France, ove si concentravano i maggiori problemi sociali. Il principale esponente di questa nuova esperienza fu Fernand Oury, un insegnante che operava nelle scuole della regione di Parigi. Suo fratello, Jean Oury, era uno psichiatra e uno psicanalista. Molto critico nei confronti della pedagogia tradizionale e della “scuola caserma”, Fernand Oury entrò nell’ICEM nel 1949. Insieme al sociologo Raymond Fonvieille, nel 1955 creò all’interno dell’ICEM l’ (IPEM). Oury si ispirava alla psicoanalisi di Jacques Lacan, di Françoise Dolto e al movimento di psicoterapia istituzionale. Institut Parisien de l’École Moderne