14. Una nuova rivista per dialogare con gli intellettuali: Techniques de vie Il rapporto tra il movimento di Freinet e il mondo degli intellettuali era sempre stato difficile. Si oscillava tra un atteggiamento di rifiuto radicale e alcune forme di collaborazione o di cooperazione intellettuale, anche, in qualche caso, con la ricerca di un garante dell’attività svolta (Peyronie, 2013). Alla fine degli anni Cinquanta, Freinet e Le Bohec avviarono un tentativo di cooperazione con gli intellettuali creando una nuova rivista edita dall’ICEM. La nuova rivista prese il nome di ( ). In una lettera collettiva dattilografata e non pubblicata Freinet vantava nuovamente la centralità del principio del sperimentale. Ammetteva, però, che il lavoro del suo movimento sarebbe stato più interessante e profondo se fosse stato completato dalle riflessioni di ricercatori interessati all’esperienza. I ricercatori avrebbero potuto portare nuove documentazioni, dati di ricerca e di controllo che ai pratici come lui mancavano. Sarebbe stato sufficiente che gli intellettuali coinvolti si spogliassero dello spirito della “scolastica” (ivi). Era un tentativo di Freinet per farsi riconoscere e far riconoscere il suo movimento dal mondo della ricerca che lo aveva sempre tenuto ai margini. Sulla nuova rivista scrissero insegnanti, ispettori e, almeno una volta, Fernand Oury, che superò la sua diffidenza nei confronti di intellettuali universitari, da lui considerati troppo teorici. Techniques de vie. Les fondements philosophiques des techniques Freinet Tecniche di vita. I fondamenti filosofici delle tecniche Freinet tâtonnement