8. Il tempo della scrittura

Negli anni dell’internamento e del successivo domicilio coatto a Vallouise Freinet non era restato inattivo: «Da queste lunghe giornate di meditazione sono uscite opere che conto di mettere presto a disposizione dei compagni» (C. Freinet, 1945a, p. 4). Fino a quel momento, da uomo d’azione qual era, aveva scritto soprattutto articoli su riviste, in primo luogo su quella del movimento, L’Éducateur prolétarien, che successivamente si chiamò L’Éducateur. Durante la guerra, invece, Freinet scrisse veri e propri libri. Li scrisse da educatore e da militante, con uno stile molto personale:

Non bisogna mai dimenticare che Freinet, a differenza di altri autori a cui spesso lo si paragona, non è un teorico che sente la necessità di applicare le sue idee aprendo la sua scuola. È un educatore, un pratico che, dopo vent’anni di attività con i ragazzi, si impegna ad analizzare le sue pratiche per tentare di far emergere il loro senso più profondo. Anche quando annuncia le “conseguenze pedagogiche” del suo pensiero bisogna sempre ricordare che queste pratiche esistevano prima della loro esplicitazione teorica (Barré, 1996, p. 86).