Per uno spazio che include. Le Seven Cs tra gioco, libertà e relazione Milena Masseretti L'ambiente educativo come sistema complesso e relazionale L'ambiente fisico nei contesti educativi è riconosciuto come elemento determinante per il benessere, lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini. Esso rappresenta un insieme di condizioni – fisiche, sociali ed estetiche – che influenzano attivamente le relazioni tra bambini, adulti e spazi (Børnemiljøvurdering, 2007). In quest'ottica, lo spazio non è sfondo neutro, ma co-agente educativo, capace di facilitare o ostacolare l'esperienza del bambino. Accanto alla dimensione fisica, assume crescente rilevanza l'ambiente psicosociale, inteso come il modo in cui bambini e adulti costruiscono relazioni e senso di appartenenza (Schenetti, 2022). A ciò si aggiunge l'ambiente estetico, ovvero quell'insieme di stimoli sensoriali – visivi, uditivi, tattili – che, intrecciandosi alla quotidianità, influenzano l'esperienza corporea, emotiva e cognitiva dei bambini. Si tratta di un'interazione continua tra le percezioni dei bambini e le caratteristiche dell'ambiente (Børnemiljøvurdering, 2007): i bambini, soggetti attivi e competenti, non si limitano ad adattarsi allo spazio, ma lo reinterpretano e lo trasformano attraverso esplorazione, gioco e immaginazione. Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse degli architetti (Weyland, Galletti, 2018) per la progettazione di spazi educativi, in particolare per i loro aspetti funzionali ed estetici. Tuttavia, è solo con il coinvolgimento attivo del personale educativo nella lettura pedagogica degli ambienti che questi acquisiscono piena efficacia formativa (Moser & Martinsen, 2010).