Storie di natura tra scuola e ospedali Martina Alemanno e Pasqualina Morzillo – WWF Italia Immagina una scuola immersa nel cemento, circondata da strade trafficate, palazzi alti, rumore e grigiore. Una scuola come tante, dove il contatto con la natura è sporadico e occasionale. Ora immagina che, proprio nel cortile di quella scuola, si realizzi un giardino. Un piccolo ecosistema con l'orto, le siepi, uno stagno e un giardino per le farfalle. Un luogo elettivo dove alunne e alunni vivono parte del loro tempo scuola. È la loro aula all'aperto, dove, studiare, sperimentare e prendersi cura di tutto ciò che è vivo. È qui che nasce la magia! Questa è l'essenza del progetto Aule Natura, lanciato dal WWF Italia nel 2020 per portare la natura dove si formano le nuove generazioni. Non si tratta soltanto di un'idea bella e suggestiva. È un modo concreto, efficace e monitorabile per favorire lo sviluppo di competenze, ecologiche e non solo, attraverso l'interazione diretta con l'ambiente naturale, superando l'approccio teorico dei contenuti scolastici. È una rivoluzione dolce che passa dalle scuole, da quei cortili spesso abbandonati, trasformati in spazi vivi e vitali. Tutto è cominciato, in un momento cruciale: l'uscita dal lockdown pandemico, quando la mancanza di contatto con la natura aveva mostrato i suoi effetti soprattutto sui più giovani. Il WWF, in collaborazione con Procter, Gamble, ha iniziato a trasformare cortili scolastici inutilizzati in laboratori all'aperto. L'obiettivo era chiaro: creare spazi educativi in cui le giovani generazioni potessero imparare "mettendo le mani nella terra", riconnettendosi con i cicli naturali, con il tempo delle stagioni, con la vita.