Gli spazi che si abitano Progettazione universale, valorizzazione delle differenze e coevoluzione Elena Malaguti Introduzione Un aspetto centrale di chi si assume compiti educativi è quello di favorire una positiva coesistenza delle molteplici differenze presenti nei contesti, di permettere di co-abitarli in modo attivo, curioso, motivato, rispettoso, armonico, libero, equo, imparando anche a rispettare l'ambiente e a promuoverne la salvaguardia. Da questo punto di vista un'attenzione particolare deve essere posta alla custodia della biodiversità, umana e naturale. Un tema, questo, estremamente delicato, in un momento storico poco capace di pensarsi insieme, attraversato da nazionalismi, conflitti, violenze istituzionali e persistenti disuguaglianze sistemiche, ove, per esempio, la condizione delle donne e degli uomini con disabilità, delle persone che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità rimane spesso invisibile, marginalizzata e priva di un'adeguata considerazione, sia nell'ambito della ricerca accademica sia nelle priorità dell'agenda politica internazionale. Intendendo entrare nel merito, a proposito di "progettazione universale", a mio avviso occorre provare a fare chiarezza per trovare una bussola che permetta di orientare e orientarsi anche in relazione al Progetto di Vita: argomento centrale nella discussione del dibattito pubblico attuale. Tre sono gli aspetti su cui intendo orientare la riflessione. Il primo riguarda la progettazione universale in relazione ai processi di inclusione. Il secondo concerne il tema dell'identità e delle differenze. Il terzo riferito ai contesti educativi.