Spazi aperti, segni visibili. Il valore della pannellistica nel paesaggio Sara Vincetti L'arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è (Paul Klee) Segni nel paesaggio Quando ci si inoltra in giardini e parchi naturali è possibile talvolta incorrere in pannelli fissati in determinati punti dell'area o sorretti da pali piantati nel terreno; possono essere grandi, piccoli, quadrati o rettangolari, spessi o sottili; colorati o monocromatici, fotografici o testuali; solitamente vincolati da limiti tecnici locali stabiliti da regolamenti comunali e regionali, per esempio la distanza di posizionamento dal suolo volta a evitare scontri durante la corsa e il gioco dei bambini o la stondatura degli angoli del piano, ovviamente voluta per evitare ferite. I contenuti della pannellistica variano a seconda dell'obiettivo di chi ha posizionato lo strumento poiché il pannello è uno strumento di comunicazione: possono essere quadri che descrivono l'ambiente da un punto di vista naturalistico, come accade nei percorsi in natura delle aree protette e oasi regionali oppure con datazioni storiche, come nei pressi di siti e scavi dove si è mantenuto l'aspetto originario per questione di tutela del patrimonio o ancora, pannelli di commemorazione e rievocazione, dedicati a personalità di spicco del territorio o che semplicemente hanno dato il loro nome al luogo.