La dimensione socioeconomica tende a enfatizzare il mondo del gioco, che viene privato del suo connotato di spontaneità e viene offerto sotto forma di prodotto preconfezionato. Infine, va ricordato come vi siano due settori in crescita rivolti a un pubblico adulto, quello dedicato ai videogiochi e quello dei giochi da tavolo e di ruolo. Se il comparto produttivo dei videogiochi ha affinità con quello del cinema, il settore dei giochi in scatola prevede una catena produttiva e distributiva non dissimile da quella dell’editoria libraria. La Convenzione Onu mira a far diventare il bambino componente della società a prescindere dalla sua età e dalla sua maturità, consentendogli di fruire del diritto di ogni individuo al proprio “presente” e di non proiettarlo perennemente verso il divenire e il “futuro”. In altri termini, lo scopo della Convenzione è quello di restituire al bambino e all’adolescente la partecipazione al proprio presente in quanto individui con caratteristiche e necessità proprie (Venera, 2011). Diventa necessario promuovere una “cultura” che tenga conto che il bambino è . Una cultura che prenda in considerazione l’infanzia come una componente strutturale della società e per questo occorre creare politiche e servizi pensati e dedicati a bambini e bambine. Occorre attivare nuovi atteggiamenti: ripensare, riutilizzare, riconoscere, recuperare e “utilizzare” bambini e bambine come indicatori della vita delle città, ovvero abbassare l’ottica degli adulti fino all’altezza del bambino. soprattutto presente e non solo futuro Riferimenti bibliografici Antonacci F. (2019), , FrancoAngeli, Milano. Bateson G. (1956), , trad. it. (1996), , Raffaello Cortina Editore, Milano. Bateson G. (1979), , trad. it. (1984), , Adelphi, Milano. Biemmi I., Macinai E. (2020), , FrancoAngeli, Milano. Il Cerchio magico. Infanzia, poetica e gioco come ghirlanda dell’educazione This is the Play Questo è un gioco. Perché non si può mai dire a qualcuno: “gioca!” Mind and Nature Mente e natura I diritti dell’infanzia in prospettiva pedagogica. Equità, inclusione e partecipazione a 30 anni dalla CRC