Creare, innovare, dare corpo a una propria idea: tutto questo non ci rimanda soltanto a una visione strettamente operazionale o funzionale del cervello e dell’intelligenza, ma a un’ottica più profonda e più particolare, in cui la mente “prende forma” a partire da un complesso gioco tra visioni del mondo, emozioni, motivazioni profonde, intuizione creative che portano la nostra soggettività ai confini della ragione (Jung, 1942, in Rosati, Serio, 2004, p. 52).
Tuttavia, è sul piano del confronto con l’altro da sé, con l’uscita dalla propria individualità che la persona potrà definirsi pienamente nella sua proposta creativa.
3. Le “cornici” del pensiero
[...] si può arrivare ad un rovesciamento della prospettiva: il territorio, la strada, appaiono come uno spazio claustrofobico, palcoscenico di copioni di vita, rigidamente predisposti, e la scuola può diventare il luogo del cammino, di una strada da percorrere insieme, anche per incontrare tanti altri “fuori” diversi dal proprio
(C. Melazzini, 2011)