L’immaginazione e la creatività rappresentano un complesso processo di ristrutturazione dell’informazione di cui è dotato un individuo, in stretta dipendenza dai rapporti che egli istituisce con la realtà naturale e sociale fin dall’infanzia. Le conoscenze del bambino e quante più esperienze a lui si offrono, sia in contesti d’apprendimento espliciti sia impliciti, costituiscono repertori funzionali a disporre di molte informazioni e di molte idee (Antonietti, Molteni, 2014). L’attività creativa può essere riproduttrice o rievocativa (Vygotskij, 1933). Orientare e mettere in relazione coerentemente la conoscenza di cui i bambini sono portatori richiede la presenza di una mente adulta capace di assumersi il rischio di andare oltre le pratiche d’insegnamento consolidare e ideare espedienti metodologici nuovi che sicuramente richiedono “sforzi creativi”. Occorre sostenere e promuovere la divergenza che è propria del gioco, non solo non inibendone le manifestazioni, ma promuovendo quelle più evolute connesse alla decontestualizzazione, al decentramento, alla verbalizzazione, all’integrazione narrativa, al comportamento sociale.