Il passaggio a una società creativa è sia una necessità sia un’opportunità: c’è bisogno di un numero maggiore di “pause creative” (De Bono, 1992), in cui dedicarsi del tempo e soffermarsi un po’ più a lungo su alcuni aspetti particolari, concedersi delle pause brevi che diventano creative perché consentono a chi pensa di considerare la possibilità di un modo alternativo di operare. Educare a pensare in modo creativo e critico rappresenta uno dei bisogni formativi delle cittadine e dei cittadini del XXI secolo e la scuola deve assolvere a questo compito per intrecciare un legame virtuoso con la società. L’educare al pensiero creativo e critico non deve rappresentare un insegnamento formale a sé stante, ma è necessario che il contesto scolastico sia interamente volto alla promozione dello spirito critico, in modo da favorire, all’interno dei diversi ambiti disciplinari, attività ed esperienze didattiche tali da compiere con continuità, operazioni mentali e materiali, in grado di strutturare un “abito di pensiero critico”.