A tutti è capitato di provare un senso di meraviglia in un momento particolare della propria vita e se ci si sofferma a ritrovarlo nella nostra memoria è associato a un vissuto carico di emozioni, per esempio il primo bacio, i colori di un arcobaleno, un’opera d’arte che ha catturato la nostra attenzione. Il desiderio di meraviglia ci accomuna tutti, al di là del tempo e dello spazio, qualunque sia stata la circostanza che ha generato quell’emozione.

2. Educare alla bellezza

Le parole stupore e meraviglia, oltre a essere associate alla sfera delle emozioni, sono spesso ricondotte alla parola bellezza.

Bellezza: si intende per “bellezza” una qualità di certi modi di essere o di agire dell’individuo, per la quale questi vengono percepiti come tanto attraenti da poter essere contemplativi per sé stessi. Una tale contempla­ zione è sempre legata ad una particolare emozione, l’emozione estetica. Educare al bello, vuol dire, oltre che affinare la sensibilità dell’individuo, anche sollecitarlo verso l’apprezzamento di fondamentali valori come quello dell’armonia, dell’equilibrio e della libertà interiore, e verso una concezione ottimistica della vita (Bertolini, 1996, p. 48).