L’esperienza con la bellezza, la capacità di riconoscerla come tale, è sempre intersoggettiva: è cioè un processo continuo basato sulla relazione con le persone e le cose, in sintesi con la cultura alla quale apparteniamo e con il suo sistema di valori e di simboli. Il salto di qualità culturale ed estetico si realizza quando qualcosa attira la nostra attenzione, ci stupisce e ci appare bello e non si limita a essere oggetto di desiderio e di possesso, ma viene elaborato e utilizzato come simbolo. In questo modo può dare origine a processi che sono contemporaneamente di stupore estetico e di pensiero. Riguardano la dimensione dell’estetica e della mente, perché «le cose percepite e valorizzate all’interno di una genesi immaginativa fanno pensare» (Franzini, 2008, p. 159).