Prefazione Consigli di lettura non richiesti Alessia Rosa, Prima Ricercatrice INDIRE Le espressioni di stupore illuminano i visi dei bambini più piccoli quando i loro percorsi esplorativi intercettano focus di interesse, inediti e inaspettati. Gli adulti stanno lì, se sono fortunati e capaci di cogliere tali dinamiche, a osservare una fisicità che parla attraverso gli sguardi, i movimenti e le espressioni, che dicono all’adulto “ancora! ne voglio ancora” perché come questo testo ci spiega con semplicità e profondità mai banali, lo stupore è una delle prime emozioni provate nella vita, corrispondente alla scoperta di “esserci”, mentre la meraviglia è un sentimento di ammirazione che si prova di fronte a qualcosa di straordinario o inaspettato. Entrambi, stupore e meraviglia, sono elementi fondanti dell’esistere. Nonostante tale condivisibile considerazione, queste emozioni spesso, durante la crescita, lasciano spazio a processi di razionalizzazione dell’esperienza quotidiana, o forse cessa la capacità di esplorare con occhi sempre nuovi, propri della mente creativa, quell’intorno che progressivamente finisce per essere considerato scontato, anche se avrebbe ancora tanto da raccontare. L’intorno capace di stimolare stupore e meraviglia nei bambini è formato da “cose” e “oggetti”, concetti non sovrapponibili perché, come ci spiega l’autrice, “cosa” deriva dal latino (affare, questione) e implica una relazione, mentre “oggetto” (dal latino ) indica “ciò che si oppone al soggetto”. causa obiectus