Guardare, vedere, osservare si differenziano assumendo un ventaglio di significati. Il guardare non richiama solo una dimensione percettiva, ma racchiude anche i vissuti personali e i significati storici e culturali. L’osservazione del mondo dipende dalla nostra cultura. La nostra conoscenza nasce dall’osservazione del mondo e dalle esperienze fatte nella vita. “Guardare” non è solo un atto percettivo, ma si intreccia con la storia e il vissuto della persona (Berger, 2009).
4. La raccolta e l’esplorazione delle “cose” nella storia della pedagogia
Le tasche dei bambini rigurgitavano talvolta di cose non tutte belle, non sempre nitide, anzi di frequente brutte, sudice e pericolose. Scatolette, chiodi, bottoni, pezzi di gomma, nastri, cordelle, tappi [...]. Una volta quando il maestro sorprendeva un ragazzo a giocare colle sue cianfrusa glie mentre egli stava insegnando l’alfabeto, era autorizzato, dopo averle buttate dalla finestra, o sul tetto delle case vicine, a castigarlo (Agazzi, 1950, p. 354).