Nel volume Dall’infanzia all’adolescenza, a proposito della “funzione dell’università”143 , la Montessori scriveva già sessant’anni fa parole di critica nei confronti di un’istituzione che, a suo avviso, aveva tradito le proprie funzioni.
“È una scuola per adulti e tuttavia la sua organizzazione non è sostanzialmente diversa” da quella dei livelli inferiori che l’hanno preceduta. “L’unica differenza consiste nel fatto che gli studenti non sono tenuti a ripetere le lezioni e ad eseguire compiti [giorno per giorno]. Ciò significa che, in quanto persone abituate a un lavoro imposto e continuamente controllato, ora lavorano meno. Hanno inoltre vacanze più lunghe (…). All’università abbiamo degli uomini che vivono come bambini (…)”.