Ivrea.
«O desïata verde solitudine
lungi al rumor de gli uomini!
qui due con noi divini amici vengono,
vino ed amore, o Lidia.»
Giosuè Carducci, Ruit hora, in Odi barbare, 1877
«O desïata verde solitudine
lungi al rumor de gli uomini!
qui due con noi divini amici vengono,
vino ed amore, o Lidia.»
Giosuè Carducci, Ruit hora, in Odi barbare, 1877
Franco Moriondo ha giocato un bel tiro a entrambi! Come gli sarà venuto in mente di spedire Tancredi e Cecilia al Carnevale di Ivrea, insieme?
Tancredi, memore dello scambio di opinioni in redazione, pensa che sia un perverso progetto per spingerlo di nuovo fra le braccia di Cecilia.
Per raggiungere Ivrea, i due colleghi hanno viaggiato ciascuno con la propria auto, con sistemazioni diverse a carico della testata, in un B&B fuori città.
Tancredi è confuso; quando l'ha vista in redazione, dopo oltre due mesi di lontananza e silenzio, il suo cuore ha sussultato: come ha fatto a lasciar allontanare quella donna dalla sua vita? Avrebbe senso riconquistarla e legarla di nuovo a sé?
Si prepara al viaggio consultando libri e una mappa di Ivrea e si ritrova fra le mani il dépliant giusto, conservato dal tempo in cui si stampavano ancora gli elenchi degli alberghi.