Lei inspira a fondo, il suo petto si solleva e Tancredi vi immerge gli occhi dentro. «Dimmi che stai scherzando…» Le sue difese iniziano a vacillare di fronte a quella idea buttata lì, carica di significati. Conosce quella villa da principi, abitata da famiglie nobili di alto lignaggio, prima di diventare una struttura ricettiva di lusso. «Non sono mai stato più serio. Ho prenotato la suite adatta alle principesse, per te e per me. Ci sono due camere da letto, nella peggiore delle ipotesi.» «Come facciamo con i nostri due B&B prenotati?» Cecilia prende tempo in cerca di un alibi: non riesce a pensare, tenta un'ultima difesa con la voce incrinata, ma il tono di voce la tradisce. «Ci ha pensato Moriondo a disdirli, da oggi, non rimarranno vuoti in questi giorni di baraonda e lui potrà recuperare l'acconto dato.» «Direi che sono in trappola, non ho vie di scampo; con te, non ho difese.» Lo ammette candidamente. «Sei libera di scegliere, come sempre.» L'affermazione è snocciolata con sicurezza, quasi con sfacciataggine, con il mezzo sorriso di soddisfazione di chi ha la vittoria in tasca. Cecilia non risponde: in cuor suo ha deciso, ma vuole lasciare il suo ritrovato spasimante nell'incertezza. Si porta accanto al tavolo e inizia la degustazione con i pochi presenti, in attesa di concludere la serata a Villa Soleil con Tancredi. Lui saprà farle leggere con occhi diversi le firme apposte da Carducci e Boito in quella villa da sogno. Prima di raggiungere la destinazione, però, devono andare a riprendere le borse e quanto hanno portato per il soggiorno di tre giorni a Ivrea, nei b&b che hanno occupato durante la prima notte.