Azienda Agricola Cieck Remo Falconieri ha 91 anni e dimostra l'entusiasmo di un ragazzino quando racconta la sua cantina. Carlin Petrini lo ha definito appropriatamente "Archimede delle bollicine": giovane,progettista meccanico in Olivetti, nel gruppo di lavoro dell'ingegner Natale Cappellaro, inventa un sistema a elemento unico (pallina) per la macchina da scrivere e progetta la parte meccanica della prima macchina da scrivere elettronica ET101 (electronic typewriter). La sua fantasia si sviluppa nella cantina del nonno, ispirata da una lunga botticella con doghe rinforzate che contiene il mosto di Erbaluce, utilizzata per un'artigianale sperimentazione del Metodo Martinotti, dal nome dell'enologo nato nel 1895 a Villanova Monferrato. Queste bollicine casalinghe venivano bevute in famiglia a Pasqua. Prende forma così l'idea originale di spumantizzare l'Erbaluce. Nei primi Anni '80 arriva a produrre circa 300 bottiglie con il Metodo Classico Champenois. Lasciando l'Olivetti per andare in pensione, nel 1985 compie un ciclo di studi presso l'Institut Oenologique de Champagne (sorto nel 1890 come Entrepôt Général de la Champagne). Con queste conoscenze si decide a produrre le prime 2500 bottiglie di spumante Metodo Classico con l'uva Erbaluce dalla vigna "Misobolo" del papà Pietro. Per il vino rosso riscopre il neretto, da sempre bevuto in famiglia, e pianta nuove barbatelle grazie all'ampelografa Enza Cavallero e ai Prof. Vincenzo Gerbi e Anna Schneider, dopo un'accurata selezione delle marze innestate. Il passito, invece, è tutta un'altra storia. Quando il giovane Remo torna dal servizio militare, nel 1956, decide di fare un po' di passito. Dalla nonna Nina apprende che le bambine uscivano da scuola al pomeriggio e correvano al castello di San Giorgio Canavese, allora proprietà del Conte di Biandrate, fornitore di passito per molti ristoranti di Torino, per appendere l'erbaluce.