sorge a tre chilometri circa dall'abitato di San Giorgio, meta di pellegrinaggi e di passeggiate domenicali. Esisteva qui un villaggio fortificato che, per cause sconosciute, venne abbandonato tra il XIV ed il XV secolo. Sulle cause della scomparsa del villaggio esistono varie ipotesi tra loro divergenti. È probabile che il motivo determinante dell'abbandono non sia neppure di natura bellica, ma una delle frequenti pestilenze del tempo. Non contrasterebbe con tale possibilità la conservazione nel luogo di una chiesa divenuta santuario, per lunghi tempi officiata da un eremita, e l'utilizzo del luogo come cimitero. Esiste a questo riguardo un'antica tradizione di pellegrinaggio a Misobolo, in seguito collegato alla scampagnata di Pasquetta, in precedenza inteso a celebrare la festa della Madonna il 2 luglio. Potrebbero essere stati i discendenti degli antichi abitanti, dispersi nei paesi vicini, a desiderare di tornare una volta l'anno sui luoghi della loro origine, per l'omaggio ai defunti? Da qui la fama di luogo processionale, per la richiesta di grazie, tradizione in ogni caso antica se, a quanto pare, vi si recava a pregare a metà del Quattrocento il "beato" Giorgio di Biandrate.| Il Santuario di Misobolo Giampaolo spinge il cancello, che si apre con un cigolio. Sulla destra, addossato a una parete della chiesa, vi è un sepolcro a edicola, assai spoglio, coperto da un tetto in "lose" di pietra. La parte interna non presenta decorazioni, eccetto due lapidi in marmo. Giampaolo, con tono sardonico, spiega agli altri due: «Qui è sepolta Teresa Belloc, una cantante lirica famosa nel suo tempo, oggi dimenticata da tutti. Puccini e molti impresari hanno fatto a gara per averla nelle loro rappresentazioni, la sua vita si è conclusa in una villa in paese, nell'oblio. Spero di avervi dato un'idea da sviluppare.»