L'abbazia di Novalesa La fondazione dell'abbazia di Novalesa risale al 30 gennaio del 726. Il monastero è dedicato ai SS Pietro e Andrea in un tempo in cui la Chiesa d'Oriente e d'Occidente non sono ancora separate. I monaci di Novalesa seguivano la "regula mixta" di San Colombano e di san Benedetto. Da Novalesa, dove è abate dall'817, Benedetto d'Aniane inizia la riunificazione dei monasteri dell'Impero carolingio,sotto la regola benedettina. Sotto Eldrado, Abate dall'820 al 845, la comunità conosce il momento di maggiore fioritura spirituale. Nel 906 i monaci fuggono a Torino per scampare alle scorrerie dei Saraceni e si rifugiano nel Santuario della Consolata. I monaci superstiti fondano l'abbazia di San Pietro di Breme, da cu,i nel secolo XI secolo ritornano alcuni monaci a ripopolare l'Abbazia. Dalla metà del XV secolo è retta da amministratori e, dal 1480, da abati commendatari della famiglia Provana di Leynì; nel 1646 passa ai Cistercensi. Soppressa dalle leggi napoleoniche, ritorna ai Benedettini fino al 1855, quando diventerà proprietà privata e trasformata in Istituto Idroterapico. Infine è ceduta al Convitto Nazionale Umberto I, che ne fa la sua sede estiva. Nel 1972 viene acquistata dalla Provincia di Torino e, nel 1973, affidata alla custodia dei monaci benedettini sublacensi. Presso l'Abbazia si trovano le cappelle dedicate a S. Maria, S. Salvatore e S. Michele e S. Eldrado. Qui ha lavorato un anonimo pittore indicato col titolo, un tempo ricorrente, di "Maestro di S. Eldrado". In tanti secoli, Novalesa ha rappresentato un crocevia di incontri e scontri, un cantiere di spiritualità e creatività che, da ultimo, ha visto insediarsi il laboratorio di restauro del libro, riportando alle origini la missione dei monaci, primi copiatori amanuensi della cultura nelle luci e ombre del Medioevo.