Lui è soddisfatto, gli piace essere adulato. La Marchesa Colombi li invita a proseguire il momento insieme, ed entra con loro nella villa. Tancredi e Cecilia ammirano la costruzione che si offre ai loro occhi; Cecilia l'ha vista solo dall'esterno, ora potrà varcare quella soglia misteriosa, introdotta dai nuovi conoscenti. Tancredi ha un flash, la riconosce per averla vista una sola volta in foto, durante una ricerca per un articolo sulla storia di Pinerolo. Veniva chiamata Villa D'Aquilant, poi Villa Accusani ma Villa Graziosa è il nome più adatto a lei, è imperativo che si chiami così. Avrebbe dovuto vederla D'Annunzio, per inventarsi il nome perfetto. La Marchesa Colombi pone fine ai discorsi e rivolge loro un garbato sollecito. «Orsù, entriamo, una domestica verrà ad aprirci.» Si ritrovano all'interno, fra arredi, arazzi e quadreria, come in un museo del primo Novecento, nel salotto potrebbe comparire una coppia di poeti e amanti, Guido Gozzano corteggiato da Amalia Guglielminetti. L'ampio atrio alletta la vista dei visitatori e la scalinata solenne, in parte ricoperta da un tappeto rosso, conduce al piano superiore. Qui, su un pavimento in legno di noce, una donna li sta aspettando: ha grandi occhi blu, le labbra arrotondate e morbide, la carnagione di porcellana e una folta capigliatura ondulata bionda; sul capo ha una corona a punte, indossa una blusa con scollatura quadrata coperta da una tunica di velluto granata con maniche ampie. Il braccio esile si alza indicando Maria Antonietta. «Signora, voi vi siete data il nome di Marchesa Colombi e io sono la Marchesa delle Alpi Cozie: Contessa dalle Alpi a Susa, fino alla Marca di Torino, ereditata da mio padre e dai miei avi.» A Cecilia tremano le gambe nel vedere il fantasma della Contessa Adelaide e nell'udire la sua voce cristallina. Sto sognando? Sogno o son desta? Tancredi le tiene il braccio per sostenerla e lei lo guarda con gratitudine. Per la prima volta nella sua vita, anche alla Marchesa Colombi mancano le parole.