La mezza verità è che lui avrebbe scritto un articolo, da tempo atteso dalla redazione di ; l'altra mezza, omessa, è che entrambi hanno urgenza di avvisare " " del pernottamento imprevisto. Mentre Tancredi si aggira intorno al Pilone, poco distante dalla villa, Cecilia ne approfitta per telefonare al marito e inventarsi una scusa, che ha un fondo di verità. Torino News i rispettivi «Sono ospite di un'amica a Villa Graziosa sulla collina di Pinerolo. Unisco l'utile al dilettevole e domani mi sposto dai Ciardossin, anche tu hai conosciuto Luca ed Elisa, ricordi? Porto a casa l'articolo e per domani, in serata, ci si vede, amore mio.» Tancredi, nel frattempo, accende il registratore e inizia a parlare. «Ci sono due versioni che aleggiano intorno a questo Pilone…» Il suo racconto si avvia, fra storia e leggenda. Una leggenda narra la tragica e casuale morte di una giovane che, per una scommessa con le amiche, durante un ritrovo serale per filare la seta, decide di recarsi là dove i racconti degli antenati segnalavano la presenza di fate e "masche", per dimostrare la falsità di quelle credenze. La ragazza si impegna a piantare, sotto l'albero di castagno che si riteneva il luogo di svolgimento dei sabba, il proprio fuso da tessitura. In piena notte, la giovane raggiunge il luogo e conficca l'asta del roccolo nel terreno; quando cerca di tornare a casa si sente trattenere per le vesti da qualcosa che non riesce a vedere (poteva essere il fuso stesso, conficcatosi nella sua gonna, o la suggestione); per lo spavento la ragazza muore e viene ritrovata dalle sue amiche la mattina seguente. La popolazione decide di ricordare l'episodio con una edicola commemorativa, che fino ai restauri di fine Ottocento riportava un affresco con una giovane che pianta un roccolo, sostituito in seguito da una effigie sacra. Una credenza popolare colloca l'avvenimento al 1402, quando Pinerolo è capitale d'un Principato, sotto il governo di Giacomo d'Acaja; la sua terza moglie, Margherita di Beaujeu, si suicida dove oggi si trova il pilone, dopo avere vagato in preda alla disperazione alla ricerca dell'anima del figlio.