Presta la sua opera per la causa femminile, redige atti e tiene conferenze in molti Congressi Femminili, in cui è alla testa di battaglie volte ad ottenere la piena emancipazione femminile, la parità tra i generi ed il diritto di voto (sarà presidentessa del Comitato Pro Voto di Torino a partire dal 1922). Fa parte del comitato della scuola di ricamo Bandera e, da questa collaborazione, nasce un progetto di rieducazione delle detenute. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale sceglie ancora l'impegno: diventa Infermiera Volontaria nel corpo della Croce Rossa Italiana ed è membro del Comitato per i Profughi del Comune di Pinerolo. Riuscirà ad iscriversi all'Ordine degli Avvocati di Torino soltanto nel 1920. Trascorre gli ultimi anni della sua vita a Diano Marina, dove muore il 25 febbraio 1949. Lidia Poët è sepolta nel cimitero di San Martino di Perrero. Il pronipote Guido, all'epoca ventenne, ricorda di aver portato a spalla la sua bara per l'impervio sentiero che conduce da Perrero al cimitero di San Martino, soltanto anni dopo sarà costruita una strada carrabile. Durante la sua lunga esistenza ha la stima e l'amicizia di molti intellettuali e persone del mondo letterario e della cultura. Una parte della corrispondenza con Edmondo De Amicis è stata pubblicata sul Bollettino della Società Storica Pinerolese.