Sapori & Tradizioni VERTICALI, PROFONDI E VERI ECCO COSA PENSO DEI VOSTRI VINI Marco Cucinotta Intervista con Ivana Capraro, pluripremiata sommelier pugliese che lavora in Alto Adige ed stata protagonista di una masterclass sul Terrano. Il mio ruolo comunicare l identit di un territorio A rriva da lontano, dalla luce del Gargano, da una Puglia che profuma di cucina e ospitalit . Eppure il vino all inizio non il suo destino. Studia lingue, immagina un altra strada. Poi il nord. L incontro con l Alto Adige, quasi per caso, come spesso accade alle svolte decisive. l che il vino entra nella sua vita perch per lei capire una bottiglia significa capire chi la sceglie e chi la beve. E da quel momento non smette pi di cercare. Non una formazione fatta solo di manuali ma di cantine visitate, di dialoghi con i produttori, di assaggi che diventano domande. Il vino, per Ivana Capraro, non mai un esercizio di stile: un linguaggio vivo, che cambia a seconda di chi lo racconta e di chi lo ascolta. All hotel Castel a Tirolo/Dorf Tirol, dove oggi sommelier, il servizio diventa una forma di narrazione. Ogni scelta calibrata su chi ha davanti, perch nessun vino esiste davvero senza qualcuno che lo incontri. Il riconoscimento della Guida Michelin, con il Sommelier award 2026, arriva come una conferma, ma non come un punto d arrivo; piuttosto, come una tappa coerente di un percorso costruito con rigore e sensibilit . Nel suo modo di raccontare il vino e in particolare territori complessi come il Friuli Venezia Giulia non c mai semplificazione. C attenzione alle sfumature, alle contraddizioni, alle identit che convivono. Perch il vino, come le persone, non mai una sola cosa. Di questa caratteristica Ivana Capraro ha dato saggio durante Tracce del tempo: quattro vignaioli, due epoche , una delle degustazioni pi significative della 19ª edizione di Teranum e i vini rossi del Carso, ospitata al DoubleTree by Hilton di Trieste alla fine del mese di marzo. 71