Il Gusto della Gita GRADO, LA CITTÀ DAL PASSO LENTO Flavia Virilli Molto pi che una capitale delle vacanze, qui la terra si scioglie in laguna e rivela a poco a poco una storia antica, nei monumenti cos come a tavola. La sua bellezza ci riporta ad Aquileia e a Venezia, a una parlata inconfondibile e alla Mitteleuropa balneare G radus il passo, ma anche lo scalo, il molo. Una parola minima, latina, concreta, buona per accostarsi a Grado senza pretendere di comprenderla subito. Per visitarla occorre infatti un passo lento, quasi liturgico. Bisogna, innanzitutto, accettare che qui la terra non finisca davvero, ma si sciolga in laguna, e che il mare non cominci con fragore, ma con una voce bassa, salmastra, quasi domestica. Si dice che Grado sia figlia di Aquileia e madre di Venezia . La formula ha il nitore delle leggende necessarie, quelle che intendono tramandare l essenziale. Figlia di Aquileia perch ne fu approdo, riparo, continuazione lagunare. Madre di Venezia perch da Grado pass una linea spirituale e patriarcale che avrebbe nutrito la grande citt delle acque. Prima che Venezia diventasse potenza, Grado aveva gi custodito un idea adriatica di fede, commercio, rifugio e bellezza. La citt vecchia conserva ancora questa origine anfibia . Le calli e i campielli non sfoggiano la teatralit veneziana, ma un volto pi misurato e vero . Il Castrum stringe il visitatore in una trama minuta, fatta di muri bassi, pietre chiare, finestre, soglie, improvvise aperture di luce. un isola dentro l isola, nata per difendersi e per durare. Qui la storia resta nei nomi delle vie, nella prossimit delle case, in quel modo antico che hanno i luoghi di mare di essere insieme chiusi e spalancati. 85