focus MIXOLOGY: È VERA GLORIA? La soluzione al calo dei consumi dei distillati passa solo in parte attraverso il bere miscelato. L’opinione di tre produttori di Raffaele Foglia La grappa non è più di moda, il gin invece è di tendenza, e il whisky italiano è la novità in ascesa. E poi: sì ai cocktail, ma anche al bere low alcol. Tutto vero? Tutto così semplice? No, affatto. Che ci sia stata una contrazione nelle vendite dei distillati, questo è indubbio. Negli ultimi anni la mixology è sicuramente stata una valvola di sfogo per cercare di superare questo momento di difficoltà. Ma il ragionamento è decisamente più complesso, soprattutto guardando al futuro. Quindi, proviamo a mettere un po’ d’ordine. Un’analisi del momento arriva da Andrea Maschio, titolare e anima della storica distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine, in provincia di Treviso: «In questo momento – spiega – c’è un po’ di rallentamento per quasi tutti quei prodotti bevuti lisci. E continuerà anche per i prossimi due anni. I dati che abbiamo, anche in Ho.re. ca., sono abbastanza netti». Questo per il consumo nei locali. «Ma nelle case è esattamente il contrario, la situazione migliora. La grappa è più in casa». La mixology diventa quindi importante per le distillerie italiane in un ambito di allargamento di orizzonti. «Attenzione, però – segnala Andrea Maschio – non basta fare un “grappa tonic” per avere un successo planetario. Come Bonaventura Maschio ci siamo estesi a tutte le produzioni per allargare il nostro portfolio, per andare a conoscere un mondo che non era direttamente il nostro, per allargare le nostre possibilità». Ma non è questa la soluzione definitiva, secondo Andrea Maschio: «Bisogna lavorare su più fronti. La grappa rimane un prodotto da godersi liscio. Che poi ci sia la possibilità di esaltare un drink, può essere un elemento da sfruttare. I distillatori di grappa non devono solo produrre sempre meglio, ma devono anche raccontare meglio il prodotto. Uno dei problemi, in passato, è che non siamo riusciti a fare tanto squadra. Ognuno raccontava solo la propria storia: per fare un esempio, i produttori messicani di Mezcal si comunicano nella loro interezza. Noi possiamo vantarci di fare un prodotto da sempre totalmente sostenibile, all’interno di un’economia circolare, con valori che arrivano da persone attente alle dinamiche green». Il Consorzio Nazionale Grappa (fondato il 3 marzo 2022 a Roma attraverso la trasformazione dell’Istituto Nazionale Grappa) potrà aiutare sicuramente questo aspetto: «Abbiamo tanto da raccontare, con radici forti nel nostro paese». Assaggi dalla barrique alla distilleria Pisoni.