volti noti L'HOBBY DEL CABARET Paolo Cevoli, alias l’assessore Palmiro Cangini di Zelig, ha alle spalle una carriera da manager e imprenditore nella ristorazione. Dalla pensione Cinzia ai palchi dei teatri, sempre col sorriso di Giambattista Marchetto «In fondo la Romagna è un modo di vivere che alla gente piace. Noi siamo capaci di essere seri e non, di lavorare e divertirci. Noi siamo professionisti ai massimi e cazzeggiatori ai massimi». Prima di diventare l’assessore Palmiro Cangini che ha fatto ridere milioni di italiani, Paolo Cevoli ha vissuto un’intera carriera da protagonista del settore della ristorazione e conosce bene questo paradosso romagnolo. Nato a Riccione il 29 giugno 1958 in una famiglia di albergatori, cresce tra i tavoli della Pensione Cinzia dove la mamma Marisa tira la pasta e il babbo Luciano intrattiene gli ospiti come showman della sala. «La nostra regione vuole bene a tutti quelli che ci vengono a trovare – racconta sul suo canale Instagram – Siamo ospitali e materni come la mia mamma Marisa, che nella pensione Cinzia a zero stelle a Riccione tirava la sfoglia, mentre il mio babbo diceva delle pataccate. Io sono figlio di un albergatore e di una cuoca, quindi ho imparato fin da piccolo cosa vuol dire volere bene». Dopo le scuole superiori lascia la città natale per trasferirsi a Bologna dove frequenta la facoltà di Giurisprudenza, laureandosi nel 1983. Ma la toga non fa per lui. Dal 1983 al 1989 lavora al Grand Hotel di Rimini, quello di Fellini, dove Marco Arpesella lo incarica di sviluppare e gestire la catena di fast-food Italy&Italy, poi ceduta a McDonald’s dopo il passaggio attraverso il Gruppo Cremonini. Il decennio successivo è quello della vera esplosione imprenditoriale. Dal 1990 al 1999, Cevoli compra, inventa, ristruttura, gestisce e rivende quattordici locali in compagnia di soci-amici e amici-soci. Il più conosciuto è probabilmente il Porto di Mare, situato nel centro storico di Bologna e gestito direttamente dal 1991 al 1998. «Ho sgobbato. Ho imparato tutto. Mi sono tanto divertito», racconta lui stesso nel suo curriculum. Eppure quel paradosso tutto romagnolo si fa strada e dopo un concorso per giovani comici (al quale partecipano anche Antonio Albanese e Fabio De Luigi) passa dal Maurizio Costanzo Show al palcoscenico dello Zelig fino alla trasmissione Su la Testa con Paolo Rossi. Nel 2001 lancia con alcuni amici manager The Bisness, settimanale di satira aziendale e del management, e in quel periodo arriva l’invito a tornare a Zelig. Su Italia 1 in prima serata debutta Palmiro Cangini, assessore di un immaginario comune romagnolo. Poi arrivano il teatro e i libri, ma Cevoli ancora si racconta come «imprenditore e manager nel settore della ristorazione con l’hobby del cabaret», anche se ormai le due cose sembrano essersi invertite.