la sciabolata CUSTODIRE È INNOVARE di Remo Pedon Presidente Biblioteca Internazionale “La Vigna” Qualche tempo fa, durante un’intervista, mi hanno chiesto se, nel mondo digitale di oggi, abbia ancora senso custodire un sapere fatto di carta, libri e silenzio. È proprio quella parola – silenzio – che mi ha fatto riflettere. Il silenzio di una biblioteca non è mai un silenzio vuoto: è uno spazio denso di voci, di storie, di pensieri. È il suono della conoscenza che si tramanda. I libri non tacciono: parlano, ispirano, fanno nascere idee. Nel mondo digitale, dove tutto è rapido e spesso effimero, i libri ci ricordano il valore del tempo, della riflessione e della memoria. Custodire un sapere fatto di carta significa dare continuità al dialogo tra passato e futuro. Alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” questo dialogo vive ogni giorno. Fondata nel 1981 da Demetrio Zaccaria, imprenditore vicentino e grande collezionista, conserva oggi oltre 62.000 volumi, collezioni rare, fondi storici e riviste specializzate che raccontano la relazione millenaria tra uomo, natura e cibo. Riconosciuta dal Ministero della Cultura come “Biblioteca di Eccezionale Interesse Culturale”, La Vigna è un luogo di studio, confronto e progettualità, dove il sapere custodito si traduce in ricerca e in iniziative aperte alla comunità. I libri raccontano la civiltà del cibo, del vino, della terra: non solo testimonianze del passato, ma strumenti per comprendere e costruire il presente. Dietro le quinte, il silenzio delle sale si trasforma in lavoro, in confronto, in progettualità. Si organizzano eventi, si attivano collaborazioni scientifiche, si accompagnano studiosi, studenti e cittadini nel percorso della conoscenza. Fare biblioteca oggi significa custodire, ma anche innovare. Ogni volume, ogni evento, ogni progetto è un tassello di un disegno più ampio: quello di una comunità che riconosce nel sapere condiviso la propria forza.Tra le iniziative più recenti, il docufilm “La Vigna di Demetrio Zaccaria” racconta la vita e la visione del fondatore, dando voce a un uomo che seppe unire scienza, arte e passione per la terra. Attraverso le immagini del film, il silenzio dei libri prende voce e si trasforma in racconto collettivo, capace di far conoscere a nuove generazioni la forza di un sogno diventato patrimonio di tutti. Oggi più che mai, custodire un sapere fatto di carta e di persone significa custodire un’eredità viva. Perché una biblioteca, anche quando sembra silenziosa, è in realtà una casa piena di voci che continuano a parlare al futuro.