Nel continente etneo. Fabio Rizzari Di solito cerco di ridurre al minimo le annotazioni private in un articolo professionale. Certo, la cosa va vista in prospettiva: per un critico enologico – che ha in media un tasso di narcisismo e autocompiacimento vicino a quello di Vittorio Sgarbi – “ridurre al minimo” significa comunque piazzare il proprio ego in vari snodi del testo. Oggi scrivo del vigneto etneo, e i riferimenti biografici sono dietro l’angolo: mio padre era di queste terre, perciò il mio legame con il vulcano segue logiche razionali e irrazionali al tempo stesso. L’Etna, come si sa, non è proprio un vulcano; o meglio, lo è solo sul piano strettamente geologico. Ma in senso più aderente alla realtà, l’Etna è un mini continente, dentro il mini continente siciliano. Vanta infatti una successione di paesaggi diversissimi tra loro: da deserti di lava scura a boschi di betulle o di castagni, da panorami lunari quale quello della Valle del Bove a macchie di agrumeti rigogliosissime, fino ovviamente alle aree innevate dei crateri sommitali. In un articolo dedicato anni fa ai bianchi locali e pubblicato qui su Vitae (numero 25), riportavo un paragrafo estremamente significativo che è possibile leggere nell’opera monografica di riferimento sul vino del posto, . L’autore, Salvo Foti, è una figura centrale nella nascita e nello sviluppo della vitivinicoltura dell’Etna in epoca moderna. Lo ripropongo pari pari, come rafforzativo del concetto: Etna, i vini del vulcano “Nella regione etnea esistono delle sostanziali differenze climatiche, non solo rispetto al resto della Sicilia, ma anche tra una zona e l’altra del vulcano. Ciò è dovuto al fatto che esso si sviluppa su una superficie troncoconica e alla vicinanza del mare. Vidal De La Blache nota che nella regione etnea sono concentrate le differenza climatiche dell’intera Europa. La regione etnea è quindi contraddistinta da diversi ambienti in cui si trovano differenti microclimi. In essa si trovano rappresentati, nel giro di alcune decine di chilometri, paesaggi naturalistici ed agricoli che vanno dal sub tropicale a quelli prettamente montani.”