Il vino. Fermento conviviale. Roberto Bellini Il vino, il suo simbolismo sociale, l’essere il confine distintivo della separazione tra la condizione dell’essere ricchi da quella di non esserlo, per cui Catone faceva addirittura una distinzione tra vino per gli schiavi fatto con acqua miscelata agli scarti della lavorazione, al pari di ciò che avveniva in Italia durante l’epoca della mezzadria con i vini, o presunti tali come l’acquaticcio, il graspia, il mezzo vino o il più pregiato vinello; ebbene quel vino e tutto ciò che è stato il vino da allora, ha sempre occupato uno spazio relazionale che sembrava disinteressarsi dell’effettiva gradevolezza a patto che fosse “buono da bere” e che doveva poter essere anche “buono da pensare”. Il vino ha avuto per molto tempo una gradevolezza sociale, distinguendosi come un oggetto in grado di soggettivizzarsi in un corpo liquido simbolico che penetra come oggetto trasfigurato nella cultura dei popoli e nella loro civiltà, ritualizzandosi, come accadeva nell’antica Grecia, per creare dei nomi e delle classificazioni che lo circoscrivessero come fisicità di produzione in modo che fosse riconoscibile, che avesse un’identità compiuta, in modo tale che nel sorbirlo, raccontandolo, poteva essere in grado di occupare uno spazio di relazione, anche temporale, nel rapporto tra vino, persona, vino e persone. Il vino ha occupato spazi e tempi di relazione attraverso i secoli ed acquisì, sempre per merito dei Greci, un nobile peso ideologico perché doveva parlare con il linguaggio della civiltà in cui si consumava e quindi diventava un marcatore di una vita civilizzata a patto che si potesse esercitare un controllo sull’uso di quella bevanda. Chiaramente il richiamo a questo controllo era esercitato con il , dove il vino rappresentava il perno del dialogo e dello stare in compagnia. Una volta che il vino si è trovato, suo malgrado, ad acquisire un peso ideologico, l’ideologia del fare vino e dell’essere vino e del doversi relazionare al vino e con il vino, è iniziata una lenta affascinante deriva che progressivamente lo ha vestito di retorica e di un sapere estetico, che ha plasmato nel tempo un estetismo tecnicistico il cui scopo era di creare un linguaggio condiviso da usare nella degustazione. sympósion