Alsazia bianchi da sogno Il frequentatore di Riviste e pubblicazioni internazionali sul vino è ormai preparato a trovare, ogni volta che si parla di Alsazia, lo stesso tono un po' stupito: regolarmente, in una grande degustazione alla cieca, i vini alsaziani si sono dimostrati di qualità e piacevolezza eccezionale, hanno dimostrato maggiore personalità, bevibilità e capacità di invecchiamento - per non parlare di un prezzo notevolmente inferiore - rispetto a qualche grande bianco di Borgogna o di California; eppure il consumatore continua ad ignorarli. Ebbene, anche noi vogliamo - per una volta - aggiungere la nostra voce al coro, e dire al lettore che la combinazione di qualità, convenienza e personalità che offrono i vini alsaziani non ha, oggi, uguali al mondo. Poche volte ci siamo così emozionati come durante la degustazione che vi raccontiamo in questo servizio; e questo non per il valore assoluto di pochi vini ma per il livello medio, davvero altissimo, per l'aderenza alle caratteristiche dei diversi terroirs, per la stupefacente varietà e versatilità che i vini alsaziani hanno ancora una volta dimostrato di possedere. L'Alsazia e il mercato Perché dunque questi grandi vini non hanno il successo che meritano? E' una domanda a cui si è tentato più volte di dare risposta. Si è tirata in ballo la tipica bottiglia "flûte", lunga e stretta - il cui impiego è obbligatorio per legge -, che confonderebbe il consumatore; e l'obiezione ha dimostrato di avere qualche fondamento (lo stesso vino diffuso in bottiglia borgognotta ha venduto due volte di più), anche se il vero appassionato non può che trovare deprimente un simile primato dell'immagine sul contenuto. Più importanti e sostanziali sono invece le considerazioni relative al carattere dei vini alsaziani: aromatici, spesso da lungo invecchiamento ed in alcuni casi contraddistinti da un lieve ma percepibile residuo zuccherino destinato a bilanciare l'acidità. Soprattutto quest'ultimo aspetto può sconcertare il consumatore: un vino apparentemente secco si rivela poi all'assaggio leggermente abboccato, senza che l'etichetta segnali in alcun modo questa caratteristica. Diremo ad ogni modo che dopo alcuni anni di invecchiamento gli zuccheri si integrano nella struttura del vino in modo sorprendente.