Senza schema ottobre 1999 Caro Sandro, leggo sull'Espresso la rubrica del successore di Veronelli, e riconosco un nome che ritenevo perduto, il Patriglione. Anni fa, prima di Natale, il pio Istituto per cui presto la mia opera pensò bene di fare pulizia nei bilanci, e guardare finalmente in faccia la disastrata realtà dell'avventura pugliese. Le truppe fresche arrivarono dal nord, ben felici di scaldarsi al sole di levante. Per parte mia, guadagnai qualche chilo e scoprii Lecce, le leccesi ed il Patriglione. Prima di tornare a casa, in cerca di regalini per mogli, amici ed amanti, entrai in un'enoteca deserta, custodita da un vecchietto che stava al piano di sotto, in cantina. Il campanello sulla porta e la mia immagine nella tv a circuito chiuso lo spinsero ad emergere dall'antro, per incantarmi con racconti sul Primitivo, sul Bolina e sul Patriglione, per l'appunto. Scendemmo giù, ed il vecchietto, senza interrompere il suo affabulare da fine dicitore, stappò più di una bottiglia, forse felice di poter condividere, in un pomeriggio senza clienti e cioè testimoni, l'orgoglio della sua vita, quella cantina che sembrava il Guggenheim. La mia sconfinata ignoranza destò la mia diffidenza, e con la scusa del bagaglio leggero, cortesemente rifiutai di comprarne una bottiglia a 40.000 Lire, ripiegando su un primitivo definito divino, ma che il mio amico Fox non si decide a stappare. Ritrovai il Patriglione ad Alberobello quest'Aprile, a prezzi folli, e dunque era vero, non era una fola del vecchietto, che quel vino fosse una rarità. 90% di vendite all'estero, diceva, ed il resto fra i trulli. Il buon Fiorenzo, interpellato in merito, confessò l'ignoranza, ed io scordai il fatto, fino all'altro giorno. Se non hai mai visto Lecce, vacci d'inverno, qualche giorno prima di Natale, comprati un presepe dai pupari in piazza S. Oronzo, magari coi Magi a cavallo e gli scudieri, e poi fai un salto dal vecchietto, ma portati uno sgabello. Quanto al lavoro di cui parli, temo sia una rogna, ma nessuno si negherebbe il divino piacere di grattarsi. Parliamone.