Intervista al produttore

Walter Massa

Il suo profilo è asciutto, razza dinarica avrebbe detto Aldo Giordani, lo sguardo è penetrante, gli occhi scavano alla continua ricerca di qualcosa, il modo di fare è nervoso, appassionato, la sua voce trema quando racconta. Walter Massa non ce la fa a rispondere alle domande: ci prova, all'inizio, ma poi tracima: qualità, difesa del territorio, acciaio o legno, ci prende la mano, e l'intervista più che un monologo diventa un affresco sugli ultimi venticinque anni di viticoltura piemontese. Ogni volta che gli parliamo i suoi Colli Tortonesi ci sembrano l'unico posto al mondo in cui fare vino buono. Eppure la realtà non è proprio questa.

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