Orpelli racconta UN DIALOGO Senti, zio, ma qual è il vino migliore del mondo? Tu ce n'hai un bel po', forse sta proprio tra quelli che tieni giù in cantina… Non credo, e non lo so qual è il vino migliore. Ma dai! Con tutti quelli che hai bevuto… Forse ne ho bevuti anche troppi, ma lo sai, Lorenzo, in tanti anni…sempre in giro… In effetti non è che ti abbiamo visto tanto spesso qui a casa, però ogni volta che tornavi, c'era sempre qualche bottiglia nuova in più, giù di sotto. Se vogliamo dirla tutta, ogni tanto c'era anche qualche bottiglia in meno; chissà che fine facevano quelle bottiglie? Ah! E così tu l'hai sempre saputo che le prendevo io. Non è che ci voleva molto, tuo padre è astemio, mamma anche… E va be', è vero, però devi ammettere che facendo così, ho imparato a capirci qualcosa. E ci credo! Non c'è mai stato un vino che non fosse ottimo qui in casa, almeno non sei andato in giro a bere schifezze. Veramente erano buoni tutti, lo dicevano anche i miei amici. Ecco, proprio i tuoi amici…figuriamoci in che razza di gole sono andati a finire i miei grandi rossi; mah…sarà…almeno spero di aver dissetato qualche sconosciuto meritevole. Ah, questo è sicuro! Brunelli e baroli in "curva sud", e vai! Ma che dici? Questo non te l'immaginavi eh? Prima del fischio d'inizio…certo, devo ammettere che l'accostamento con il panino alla porchetta non è dei migliori, però…troppo forte! Fino a questo punto sei arrivato! Io non lo sapevo quanto valevano quelle bottiglie, mi devi perdonare; e mi devi anche rispondere, zio, qual'è il migliore? Dai, impegnati. Senti, te l'ho detto che non è facile, e poi la domanda non si può porre in questi termini. Anch'io alla tua età ero perennemente alla ricerca dei "numeri uno" su quasi ogni argomento; mi serviva per capire la vita, per leggere la realtà. Tu sei intelligente e mi capirai di sicuro: mi ricordo benissimo che la "ricerca del meglio", in tante cose, era fondamentale per definire tutto quanto, per costruirmi i sistemi di riferimento, le scale di valori. Guarda, zio, che ho fatto già un po' di filosofia al liceo; conosco qualcosa delle problematiche dei processi conoscitivi. Sì, comunque gli devi dare massa a questi pensieri, devi capire concretamente e profondamente di cosa si tratta. Io volevo parlare soltanto di vino. E io no, invece, però già che ci siamo cerchiamo di parlarne in un modo per lo meno originale. Vedi, Lorenzo, io ho l'impressione che accostarsi al mondo del vino con l'ossessione di trovare ad ogni costo il vertice della piramide, appartenga ad una fase adolescenziale del problema; io, ormai, un po' di esperienza, in questo campo, l'ho accumulata. Questo lo dicono tutti, zio, anche papà! Ecco…bè, ti dicevo che adesso cerco di avere un atteggiamento più maturo - o profondo, se vuoi - nei confronti del vino; se, poi, il discorso si sposta verso la critica enologica - e ti assicuro che giudicare, in questo campo, è molto difficile - tutto diventa amplificato. Tra l'altro non sono mica convinto che il vertice superiore sia il punto più importante della piramide. Forse hai ragione, ma io voglio capire di più, tu mi devi aiutare; voglio dire che mi devi dare delle alternative, o qualcos'altro…l'esperto sei tu. Tra noi due sì, per adesso, almeno. Visto che sono un musicista ti dico questo: anni fa si discuteva tutto il giorno su chi fosse il miglior pianista, il miglior compositore o il più grande virtuoso di questo o quello strumento, e via dicendo. Adesso, a distanza di anni, devo affermare che un tale atteggiamento ci portava a escludere un sacco di cose, ci nascondeva la bellezza di tante musiche e l'importanza di altrettanti artisti. E poi i discorsi spesso degeneravano e si spostavano ben presto su una selvaggia e incontrollata varietà di argomenti. Dovevamo "quotare" tutto e ci spingevamo, addirittura, all'assegnazione dei voti! Ora, almeno per me, il recupero di tanti tesori è diventato fondamentale, ma a quel tempo il dover raggiungere alcune certezze ci chiudeva "a imbuto" il gusto verso altre direzioni. Sai che ti dico? Che in questo modo ho perso un sacco di tempo! E che adesso preferisco avere più dubbi che certezze; almeno mi posso godere tante cose in più. Io non me lo posso permettere, zio, se no non ci capisco più niente; io devo partire da un punto, devo appoggiarmi da qualche parte. Questo lo so, il fatto è che ci muoviamo in un universo di valori relativi. Tu pensa che al termine di alcune lunghe e faticose degustazioni di grandi vini rossi - e si parla di autentici campioni di concentrazione e densità - spesso si va a mangiare insieme. Ebbene, in molte di queste occasioni ci si ritrova ad accompagnare il pasto con vini di livello enormemente inferiore a quello dei vini assaggiati in precedenza e, nel caso che si tratti di prodotti ben fatti, io mi stupisco spesso della loro freschezza e piacevolezza, del loro modo leggero di "planare" sui nostri cibi; e mi stupisco anche del fatto che non avrei assolutamente preferito pasteggiare con le "superbottiglie" della degustazione.