Il racconto della degustazione Per la degustazione abbiamo chiesto ad alcuni dei principali importatori e distributori in Italia di vini di Borgogna, e ad alcuni piccoli importatori in proprio, di inviarci campioni della loro selezione. La scelta è dunque davvero varia e ricca, e comprende nomi storici come D'Angerville, Rousseau, Engel, Dujac, Arnoux ed altri, accanto ad alcune "giovani leve" di grande qualità (per brevità citiamo solo Mortet, Dugat, Boillot, Magnien, Confuron); per rendere il panorama il più completo possibile, a questi abbiamo voluto affiancare tre négociants, anche qui due nomi storici - Latour e Jadot - ed un nome giovane e dinamico, quello di Féry-Meunier. La degustazione è stata effettuata alla cieca, in batterie che mescolavano le diverse zone in ordine crescente di importanza (dai Villages ai Grands Crus). Ne esce un panorama composito, di incredibile varietà stilistica e di altrettanto stupefacente omogeneità qualitativa, davvero stratosferica. A parte ciò che abbiamo già scritto nell'introduzione, e tutte le considerazioni con cui abbiamo voluto arricchire le schede di degustazione, ci preme sottolineare in particolare l'estrema integrità e purezza espressiva di molti vini che lasciano presagire capacità di invecchiamento notevoli, e che in molti casi hanno resistito perfettamente ad una ossigenazione di due giorni o più. Una nota negativa, davvero allarmante, è invece legata al numero di bottiglie penalizzate da sentori di tappo: in alcuni casi esso era talmente invadente da rendere impossibile qualsiasi giudizio sul vino, in altri abbiamo comunque scelto di descrivere la bottiglia; la percentuale di bottiglie menomate, vicina al 20 per cento e che ha interessato anche i rari e costosi Grands Crus, ci è sembrata davvero eccessiva per una zona così celebre, e riteniamo giusto segnalarla. Last but not least, vogliamo qui ringraziare tutti gli importatori: Gaja per i vini di Jadot, Sarzi Amadé per Latour e Guyon. Ci piace inoltre esprimere un apprezzamento particolare per la passione e la vastità della scelta di Orchestra - Christian Patat, davvero generosissimo, ci ha inviato Arnoux, Esmonin, Dujac, Magnien, Féry-Meunier, Prieuré-Roch e Confuron -, e degli enotecari romani e grandi appassionati Alessandro Bulzoni (che ci ha fornito D'Angerville, Lignier, Engel, Boillot, Chandon de Briailles, Mugnier) e Marco Marchetti (i preziosi vini di Dugat, Mortet, Rouget, Rousseau). I vini sono elencati in ordine alfabetico per denominazione d'origine; partendo dai Villages e concludendo con i Grands Crus. APPELLATION VILLAGE COMTE DE VOGUE Imp. da Sarzi Amadé - Milano 02/26113396 Colore rubino vivo meno concentrato delle attese. Naso di frutta molto immediato, ancora fresco e quasi vinoso: si avverte il modulo innovativo che questa azienda storica ha intrapreso, e quindi il profumo non si lascia andare ad escursioni animali o minerali, è semplice, piacevole ma soprattutto molto crudo. In bocca è lungo, ha un certo peso, si esprime con buona autorevolezza e anche il finale si fa apprezzare. Dunque cosa non ci convince di questo rosso: è davvero lontano dai toni emozionali che ogni Pinot Nero deve possedere, anche nelle denominazioni di base; se questo è il sintomo di una innovazione, tanto apprezzata dai critici in patria e altrove, allora non è proprio il nostro vino. Per non parlare del prezzo, davvero sproporzionato. Non abbiamo potuto sentire i Grands Crus, in particolare il mitico Musigny, e dunque la valutazione sull'azienda non può fermarsi a questo Village. Lire 140.000 Chambolle Musigny 1998 CLAUDE DUGAT Imp. da Marchetti - Roma 06/4741745 Colore rubino concentrato, molto intenso per un Pinot Nero. Naso selvatico, ancora segnato dal rovere; si apre lentamente su note di mora, mirtillo ed una lieve e piacevole sensazione ferrosa. In bocca il rovere torna a farsi sentire; la materia è indiscutibile - pochi Villages presentano un'estrazione così marcata -, la lunghezza eccellente, manca forse un po' di acidità a donare più freschezza. Vino che ha fatto molto discutere: accattivante e ricco, persino un po' "internazionale", ma forse privo di quell'eleganza che contraddistingue il Borgogna, in particolare in questa tipologia. Lire 80.000 Gevrey-Chambertin 1997 Un grazie particolare a Monica Ganz e Francesco Pacifici, pazienti, instancabili, coriacei, convinti. Senza di loro il compleanno di Porthos non ci sarebbe stato.