Intervista al produttore Lucio Canestrari Lucio Canestrari, 41 anni nato a Roma, è sposato con Fiorella, ha tre figli, Gaia, Valerio e Fulvio. L'attività agricola è iniziata nel 1981, alla fine degli anni '80 Lucio e Fiorella hanno cominciato ad acquisire i primi terreni di proprietà, arrivando ben presto ad avere circa 12 ettari di vigneto. Le posizioni sono suddivise su tre comuni anche se la distanza in linea d'aria tra i cru è di 3 km massimo. Il vigneto Coroncino, che circonda l'abitazione e la cantina è a Staffolo, il vigneto di Spescia, dal quale viene il Gaiospino, è a Cupramontana, il vigneto Cerrete è a San Paolo di Jesi. L'altitudine varia tra i 250 metri del Coroncino ai 400 di Spescia. Il sesto d'impianto è piuttosto largo nei vigneti di almeno venti anni (1700 piante ad ettaro), mentre quelli di recente impostazione hanno una densità che va da 3300 viti a 5000 a seconda della pendenza. Spalliera e Guyot sono i modelli di allevamento, mentre i trattamenti per la protezione della vite sono fatti secondo il metodo della lotta integrata. I vini prodotti, e commercializzati sinora, sono cinque. Il Verdicchio Staffilo (dall'antico nome di Staffolo) è il base, 3-5000 bottiglie a 8000 lire in enoteca; il Verdicchio Bacco, 10.000 bottiglie a 10.000, ha una personalità spiccata e rappresenta una mediazione perfetta tra fragranza e buona corposità; il Le Lame Marche Bianco a IGT, 3000 bottiglie a 12.500, è ottenuto dalle altre uve, Trebbiano e Biancame, e non ha solo doti di freschezza ma una insospettabile ricchezza e una sorprendente capacità evolutiva; questi tre vini vengono fermentati in acciaio dove sostano sui propri lieviti fino a maggio. Il Verdicchio Coroncino, 20.000 bottiglie a 14.000, è un vino energico, longevo e in grado di comunicare una bellissima idea di sostanza e territorio, la gran parte fermenta in acciaio che dopo una stagionatura sui lieviti viene integrata con vino fermentato in barriques e tonneaux; il Gaiospino, 10.000 bottiglie a 24.000, è ottenuto da grappoli surmaturi e fermenta, almeno il 30%, in barriques e tonneaux di primo e secondo passaggio, dove sosta per almeno un anno, dopo di che viene tagliato con quello fermentato in acciaio; il tutto riposa ancora un po' prima dell'uscita sul mercato.